
Gli uomini perdono i capelli.
La calvizie è sempre stata un trauma per i portatori di pantaloni.
Inutile escogitare stratagemmi come elmetti, cappelli militari e turbanti da gran sultano: un volta entrati nell'intimità della camera da letto i nodi vengono a pettine... e in questo caso anche no.
Saranno sicuramente gli ormoni, lo stress, la cattiva alimentazione e l'inquinamento, ma ogni signore che si trova nel mezzo del cammin dantesco - quindi intorno alle 35 primavere - spesso è costretto a dover combattere una dura battaglia. Con lo specchio.
Ci si ritrova in un batter d'occhio pelati e lisci come i puntini sulle i.
Le tendenze degli ultimi anni hanno sdoganato la calvizie in favore della rasatura: rasatura non solo del cranio. Rasatura totale.
Il deserto dei tartari.
Il cappone spennato.
Il sottoscritto, che fortunatamente non soffre di calvizie, ma anzi, si ritrova una testa di capelli così, vorrebbe con questo post lanciare un appello affinché siano salvati capelli e peli.
Viva il pelo selvaggio, la pelliccia su torace, le barbe e i baffi.
Viva la brillantina, che tiene i capelli a posto, e gli dà quei riflessi da palla da bowling: il sempiterno Cary Grant ha sempre qualcosa da dirci. Viva la scriminatura, la sottile linea bianca che separa i due emisferi cerebrali e disegna una bellissima composizione bianco-nero sulle nostre teste. Viva gli allineamenti e le geometrie, le infinite forme che si danno a baffi, barbe e mustacchi (ho imparato questa parola leggendo Flaubert). Quante prove di composizione e di equilibri davanti allo specchio! Quanto cambia un viso senza peli!
Credo che il mio amore per i baffi risalga alla notte dei tempi, quando da bambino chiedevo per regalo di Natale al mio babbo di farsi crescere i baffi. Non avendo mai ricevuto questo regalo me lo sono fatto da solo, appena ho avuto qualche pelo in ordine sparso, e superato l'orrore della mezza lunghezza, ho sfoggiato con orgoglio i miei baffoni. Che quest'anno compiono 15 anni. E ne hanno viste di tutti i colori.
Quindi, cari signori: approfittate dei vostri peli, vi daranno grandi soddisfazioni. Ma sempre con stile, e nella ricerca di un equilibrio visivo.
Perciò ordine signori, ordine! Anche il pelo può essere creativo.

aaaah se tutto ciò valesse anche per noi donne...
RispondiEliminail pelo creativo mi piace un casino!
:{
Cara Federica
RispondiEliminail pelo sincero
non dà mai pensiero!
:{)
Riguardo al pelo femminile, ricordo due immagini mito.
RispondiEliminaLa prima: la copertina di "Easter" di Patti Smith, album del '78 (il terzo della sua carriera) in cui Robert Mapplethorpe la ritrae a braccia alzate, come se si stesse accomodano i capelli. L'ascella mostra una peluria che oggi farebbe scandalo, ma erano altri tempi, quelli. Tempi in cui il femminismo passava anche da folti boschi ascellari o inguinali, simbolo di parità uomo-donna. Il pelo politico, insomma. A proposito di inguine e pube: la seconda immagine-mito è quella di Maria Schneider nuda in "Ultimo tango a Parigi". Praticamente un bosco. Il "triangolino che ci esalta" cantato da Elio e le storie tese lì diventa un parallelepipedo. Se esistesse una versione in 3d del film di Bertolucci, ci sarebbe da prendersi paura!
Grande Fulvio, specialmente l'esempio di Patti Smith è lampante. Il suo pelo era (ed è) libero e felice, e lei negli anni 70 era stilosa più di P. J. Harvey adesso!
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